Immagini della serata e della mostra fotografica ClickAlps contestuale:
Il progetto Le Montagne Divertenti ha certamente come fulcro la rivista trimestrale, ma attorno ad essa ruotano anche numerose iniziative per far conoscere la montagna, le attività ad essa legate e diffondere una cultura di rispetto e salvaguardia dell'ambiente naturale. Periodicamente teniamo conferenze pubbliche, allestiamo mostre e facciamo incontri con le scuole, oltre ad attività di didattica fotografica che svolgiamo con corsi e workshop in collaborazione con l'agenzia ClickAlps.
giovedì 3 gennaio 2013
Sulle montagne della Valtellina - Isolaccia (SO) 03.01.2013
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Mostre e conferenze
domenica 23 dicembre 2012
Avventure nel Masino ... e non solo - San Martino Valmasino (SO) 23.12.2012
BENO, REDATTORE E FOTOGRAFO DELLA RIVISTA LE MONTAGNE DIVERTENTI, RACCONTERÀ CON FILMATI E FOTOGRAFIE LE SUE PIÙ BELLE AVVENTURE SULLE CIME DELLA PROVINCIA DI SONDRIO E IN PARTICOLARE DELLA VAL MASINO .
CONTESTUALMENTE ALLA SERATA VERRANNO ESPOSTE LE STAMPE A GRANDE FORMATO DEI FOTOGRAFI DI CLICKALPS.
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Mostre e conferenze
lunedì 22 ottobre 2012
Corso avanzato di fotografia - Albosaggia e Morbegno - ottobre 2012
Orari e le sedi:
Zona Morbegno
sede: il Doposcuola di Eva, Via Forestale, 55 - Morbegno (SO), tel. 339.8854141
orari: dalle 20:30 alle 22:30
date sessione ottobre/novembre: lezioni: lun 22-10, mer 24-10, lun 29-10, mer 31-10, lun 5-11
Zona Sondrio
sede: biblioteca di Albosaggia, Via Coltra, 44 - Albosaggia (SO), tel. 0342211378
orari: dalle 20:30 alle 22:30
date sessione ottobre/novembre: mar 23-10, gio 25-10, mar 30-10, mar 6-11, gio 8-11
Attrezzatura necessaria:
computer con installato Photoshop (CS3 o superiori - consigliato CS5)
Conoscenze di base:
sapere scattare foto (anche brutte) con la propria fotocamera.
saper lanciare photoshop e averlo utilizzato, anche con scarsi risultati, almeno qualche volta. In caso contrario, questi 4 giorni, avete il tempo di provarci!
Materiale didattico:
createvi una cartella sul desktop chiamata "corso photoshop". All'inizio di ogni lezione farò girare una chiavetta usb contenente i file su cui lavoreremo e li inserirete lì dentro.
Sto valutando di preparare anche delle dispense cartacee dove riassumere le nozioni teoriche fornite.
Programma e finalità del corso:
Photoshop (giunto attualmente alla versione 13 - CS6) è uno, o meglio, è il programma più venduto, conosciuto e piratato per l’elaborazione fotografica.
Elaborare non è sinonimo di fotomontaggio, ma indica anche schiarire o scure, saturare o desaturare i colori, ritagliare, ingrandire o rimpiccolire, correggere le dominanti cromatiche, ripulire da oggetti indesiderati, aggiungere effetti pittorici, ripulire da rumore, correggere aberrazioni e distorsioni...
Inoltre dobbiamo considerare che colori, saturazione, dominante, luminosità, contrasto (...) sono parametri relativi al supporto su cui si visualizza o da cui si acquisisce l'immagine, per cui avere un'infarinatura teorica del funzionamento dei principali supporti (schermo, CCD, scanner, stampa in quadricromia e in esacromia) e degli spazi colore è fondamentale per capire in che modo dovremo convertire i nostri file per trasportarli da un supporto all'altro senza vederli stravolti. Del resto a chi non è capitato di arrabbiarsi per una stampa che non corrisponde a quanto vedeva a schermo?
Riflettete sul fatto che le macchine non sbagliano mai, se caso siamo noi che non le sappiamo programmare, in genere perchè non conosciamo il loro linguaggio.
C'è chi dice che: " Photoshop è un programma professionale che consente di intervenire su tutti i parametri che costituiscono un immagine digitale. L’interfaccia utente del programma è però abbastanza ermetica e non si lascia scoprire facilmente. Si rischia di aprire un immagine e di richiuderla dopo alcune ore presi dalla disperazione senza essere riusciti a farci niente; neanche un baffo."
Photoshop è la camera oscura moderna. Sapere elaborare i file è importante quanto sapere scattare la fotografia!
Rispetto ad altri programmi diffusi tra i fotografi come, ad esempio, Lightroom, Photoshop permette di tarare le foto non solo per la visione a schermo, ma anche per la stampa in offset. Permette inoltre maggiore precisione sui settaggi locali, di lavorare sui livelli, con le maschere, con oggetti vettoriali, di fare selezioni e aggiustamenti al 100% controllabili. Di contro è molto meno immediato e, solo per chi non lo conosce, molto più laborioso (guardate le 2 foto allegate: sistemare le luci dell'originale mi ha richiesto meno di 30 secondi!). Ma è un po' la differenza tra suonare una pianolina Bontempi ed un pianoforte a coda!
Detto ciò, si consideri che, per gradi, si riescono ad assimilare nozioni via via più complesse che consentono di apportare modifiche sempre più raffinate alle immagini.
Un corso completo di Photoshop richiederebbe almeno un anno a ciclo continuo, ma dopo 5 lezioni sarete già in possesso dei trucchi base per regolare luce e colori, ritagliare e correggere - nonchè automatizzare alcune operazioni, come ridimensionare o aggiungere in batch la vostra firma sulle immagini per una pubblicazione sul web. Per fare ciò partiremo da immagini con problemi e vedremo di analizzarli e varie procedure per correggerli.
Inizieremo, dopo aver correttamente settato photoshop per un funzionamento ottimale, dalle cose essenziali e da quelle che ci risulteranno più utili. Una volta presa dimestichezza con il programma ci potremo dedicare alle cose più difficili. Poi, per ulteriori approfondimenti, ci potremo accordare per un eventuale corso futuro di livello superiore.
Un consiglio disinteressato, che vi ribadirò anche nella prima lezione: gestire un’immagine digitale non è più veloce che stampare una foto in bianco e nero nel modo tradizionale - "lavorare al computer porta via tempo e la precisione non va mai d’accordo con la sveltezza."
Non lasciamoci illudere dal fatto che con la digitale si possono scattare quante foto si vogliono a costo zero: per non collezionare immondizia, ma fare i fotografi, dobbiamo operare con cognizione di causa.
Non si deve premere il bottone di scatto a caso e in continuazione: vanno fatte poche fotografie e quando le si realizza si deve già avere la sicurezza del risultato finale. E questo non è quello che mostra il display della macchina, ma bensì quello che si otterrà dopo il postprocessing a computer in cui si possono recuperare tutti i difetti intrinsechi del processo di acquisizione, tra i quali il principale è la scarsa dinamica del sensore, molto inferiore a quella dell'occhio umano.
Ordine, pazienza e dedizione: questi sono i segreti del buon fotografo. L'unione di questi termini definisce il concetto di disciplina.
Ordine: nel salvare i file, gestire l'archivio, conservare e pulire gli strumenti di lavoro, nell'installare i programmi, nell'eseguire le procedure a computer, nel pianificare le cose.
Pazienza: nell'aspettare il momento giusto per scattare una fotografia, nello scegliere di non acquisire materiale quando non è opportuno, nell'orgoglio di non aggiungere al proprio archivio immagini che non hanno valore, nel dedicarsi ad imparare le tecniche per sfuttare al meglio l'attrezzatura a propria disposizione: è inutile cambiare la fotocamera quando già non si riescono a sfruttare le potenzialità di quella che si ha. Inoltre si deve acquisire capacità di autocritica dei propri lavori che, prima di essere mostrati agli amici, vanno ben analizzati.
Dedizione: la teoria può essere letta o ascoltata in poco tempo, ma per farla propria occorre la pratica. E con ciò non intendo scattare mille foto di prova, anzi, magari sapere tornare nello stesso posto senza mai premere il pulsante finchè non si hanno le condizioni sperate, prediligere 10 foto sbagliate che 1000 di cui una, per puro caso, è venuta bene.
Anche un buon risultato non deve essere un punto di arrivo, ma il passo intermedio verso qualcosa di ancora meglio.
Photoshop è solo uno strumento che, come il sensore della fotocamera, sarà utile solo a chi è in grado di sfruttarne le potenzialità.
Zona Morbegno
sede: il Doposcuola di Eva, Via Forestale, 55 - Morbegno (SO), tel. 339.8854141
orari: dalle 20:30 alle 22:30
date sessione ottobre/novembre: lezioni: lun 22-10, mer 24-10, lun 29-10, mer 31-10, lun 5-11
Zona Sondrio
sede: biblioteca di Albosaggia, Via Coltra, 44 - Albosaggia (SO), tel. 0342211378
orari: dalle 20:30 alle 22:30
date sessione ottobre/novembre: mar 23-10, gio 25-10, mar 30-10, mar 6-11, gio 8-11
Attrezzatura necessaria:
computer con installato Photoshop (CS3 o superiori - consigliato CS5)
Conoscenze di base:
sapere scattare foto (anche brutte) con la propria fotocamera.
saper lanciare photoshop e averlo utilizzato, anche con scarsi risultati, almeno qualche volta. In caso contrario, questi 4 giorni, avete il tempo di provarci!
Materiale didattico:
createvi una cartella sul desktop chiamata "corso photoshop". All'inizio di ogni lezione farò girare una chiavetta usb contenente i file su cui lavoreremo e li inserirete lì dentro.
Sto valutando di preparare anche delle dispense cartacee dove riassumere le nozioni teoriche fornite.
Programma e finalità del corso:
Photoshop (giunto attualmente alla versione 13 - CS6) è uno, o meglio, è il programma più venduto, conosciuto e piratato per l’elaborazione fotografica.
Elaborare non è sinonimo di fotomontaggio, ma indica anche schiarire o scure, saturare o desaturare i colori, ritagliare, ingrandire o rimpiccolire, correggere le dominanti cromatiche, ripulire da oggetti indesiderati, aggiungere effetti pittorici, ripulire da rumore, correggere aberrazioni e distorsioni...
Inoltre dobbiamo considerare che colori, saturazione, dominante, luminosità, contrasto (...) sono parametri relativi al supporto su cui si visualizza o da cui si acquisisce l'immagine, per cui avere un'infarinatura teorica del funzionamento dei principali supporti (schermo, CCD, scanner, stampa in quadricromia e in esacromia) e degli spazi colore è fondamentale per capire in che modo dovremo convertire i nostri file per trasportarli da un supporto all'altro senza vederli stravolti. Del resto a chi non è capitato di arrabbiarsi per una stampa che non corrisponde a quanto vedeva a schermo?
Riflettete sul fatto che le macchine non sbagliano mai, se caso siamo noi che non le sappiamo programmare, in genere perchè non conosciamo il loro linguaggio.
C'è chi dice che: " Photoshop è un programma professionale che consente di intervenire su tutti i parametri che costituiscono un immagine digitale. L’interfaccia utente del programma è però abbastanza ermetica e non si lascia scoprire facilmente. Si rischia di aprire un immagine e di richiuderla dopo alcune ore presi dalla disperazione senza essere riusciti a farci niente; neanche un baffo."
Photoshop è la camera oscura moderna. Sapere elaborare i file è importante quanto sapere scattare la fotografia!
Rispetto ad altri programmi diffusi tra i fotografi come, ad esempio, Lightroom, Photoshop permette di tarare le foto non solo per la visione a schermo, ma anche per la stampa in offset. Permette inoltre maggiore precisione sui settaggi locali, di lavorare sui livelli, con le maschere, con oggetti vettoriali, di fare selezioni e aggiustamenti al 100% controllabili. Di contro è molto meno immediato e, solo per chi non lo conosce, molto più laborioso (guardate le 2 foto allegate: sistemare le luci dell'originale mi ha richiesto meno di 30 secondi!). Ma è un po' la differenza tra suonare una pianolina Bontempi ed un pianoforte a coda!
Detto ciò, si consideri che, per gradi, si riescono ad assimilare nozioni via via più complesse che consentono di apportare modifiche sempre più raffinate alle immagini.
Un corso completo di Photoshop richiederebbe almeno un anno a ciclo continuo, ma dopo 5 lezioni sarete già in possesso dei trucchi base per regolare luce e colori, ritagliare e correggere - nonchè automatizzare alcune operazioni, come ridimensionare o aggiungere in batch la vostra firma sulle immagini per una pubblicazione sul web. Per fare ciò partiremo da immagini con problemi e vedremo di analizzarli e varie procedure per correggerli.
Inizieremo, dopo aver correttamente settato photoshop per un funzionamento ottimale, dalle cose essenziali e da quelle che ci risulteranno più utili. Una volta presa dimestichezza con il programma ci potremo dedicare alle cose più difficili. Poi, per ulteriori approfondimenti, ci potremo accordare per un eventuale corso futuro di livello superiore.
Un consiglio disinteressato, che vi ribadirò anche nella prima lezione: gestire un’immagine digitale non è più veloce che stampare una foto in bianco e nero nel modo tradizionale - "lavorare al computer porta via tempo e la precisione non va mai d’accordo con la sveltezza."
Non lasciamoci illudere dal fatto che con la digitale si possono scattare quante foto si vogliono a costo zero: per non collezionare immondizia, ma fare i fotografi, dobbiamo operare con cognizione di causa.
Non si deve premere il bottone di scatto a caso e in continuazione: vanno fatte poche fotografie e quando le si realizza si deve già avere la sicurezza del risultato finale. E questo non è quello che mostra il display della macchina, ma bensì quello che si otterrà dopo il postprocessing a computer in cui si possono recuperare tutti i difetti intrinsechi del processo di acquisizione, tra i quali il principale è la scarsa dinamica del sensore, molto inferiore a quella dell'occhio umano.
Ordine, pazienza e dedizione: questi sono i segreti del buon fotografo. L'unione di questi termini definisce il concetto di disciplina.
Ordine: nel salvare i file, gestire l'archivio, conservare e pulire gli strumenti di lavoro, nell'installare i programmi, nell'eseguire le procedure a computer, nel pianificare le cose.
Pazienza: nell'aspettare il momento giusto per scattare una fotografia, nello scegliere di non acquisire materiale quando non è opportuno, nell'orgoglio di non aggiungere al proprio archivio immagini che non hanno valore, nel dedicarsi ad imparare le tecniche per sfuttare al meglio l'attrezzatura a propria disposizione: è inutile cambiare la fotocamera quando già non si riescono a sfruttare le potenzialità di quella che si ha. Inoltre si deve acquisire capacità di autocritica dei propri lavori che, prima di essere mostrati agli amici, vanno ben analizzati.
Dedizione: la teoria può essere letta o ascoltata in poco tempo, ma per farla propria occorre la pratica. E con ciò non intendo scattare mille foto di prova, anzi, magari sapere tornare nello stesso posto senza mai premere il pulsante finchè non si hanno le condizioni sperate, prediligere 10 foto sbagliate che 1000 di cui una, per puro caso, è venuta bene.
Anche un buon risultato non deve essere un punto di arrivo, ma il passo intermedio verso qualcosa di ancora meglio.
Photoshop è solo uno strumento che, come il sensore della fotocamera, sarà utile solo a chi è in grado di sfruttarne le potenzialità.
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Corsi fotografici
martedì 18 settembre 2012
Progetto “La Scuola va in Montagna” - 2012
Quattro giorni di studio in un rifugio alpino: il rifugio Forni
17-18-19-20 settembre 2012Classe 4 B indirizzo articolato (Mercurio e Igea) ITC “P. Saraceno” di Morbegno, alunni 29
Classe 3 A del Liceo Scientifico “Pio XII” di Sondrio, alunni 14
Martedì 18.9.12 - ore 21.00 - Incontro con Enrico Benedetti (Le Montagne Divertenti) e proiezione corti
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Attività nelle scuole
martedì 17 maggio 2011
Settimana dell'ambiente - Morbegno 17.05.2011
Nell'aula magna della scuola media E. Vanoni, Beno e Nicola hanno
offerto un incontro agli studenti durante il quale hanno proiettato
immagini e raccontato esperienze e aneddoti vissuti sulle vette e nelle
valli di "casa".
Oltre ad aver mostrato spettacolarità e bellezza dei luoghi, è stata l'occasione per affrontare temi riguardanti il degrado della montagna e della cultura dei suoi abitanti; la montagna fruita come un luna park, l'abbandono e la conseguente ri-naturalizzazione, l'edificazione insensata e la costruzione di strade il più delle volte inutili, frutto della omologazione imperante dei nostri tempi.
La montagna come libertà, inventiva, sogno, gioia e amicizia, ma anche fatica, scoperta e conoscenza, dedizione e voglia di vivere. E ancora, pur in tono semiserio, Come si andava in montagna un secolo fa per parlare di preparazione fisica e di sicurezza.
Infine, non potevano mancare i lavori al bivacco del Montirolo per ribadire come il volontariato, l'impegno gratuito e la solidarietà sono alla base di risultati e soddisfazioni che vanno oltre la sfera personale.
Oltre ad aver mostrato spettacolarità e bellezza dei luoghi, è stata l'occasione per affrontare temi riguardanti il degrado della montagna e della cultura dei suoi abitanti; la montagna fruita come un luna park, l'abbandono e la conseguente ri-naturalizzazione, l'edificazione insensata e la costruzione di strade il più delle volte inutili, frutto della omologazione imperante dei nostri tempi.
La montagna come libertà, inventiva, sogno, gioia e amicizia, ma anche fatica, scoperta e conoscenza, dedizione e voglia di vivere. E ancora, pur in tono semiserio, Come si andava in montagna un secolo fa per parlare di preparazione fisica e di sicurezza.
Infine, non potevano mancare i lavori al bivacco del Montirolo per ribadire come il volontariato, l'impegno gratuito e la solidarietà sono alla base di risultati e soddisfazioni che vanno oltre la sfera personale.
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| Luglio 2008, i lavori per realizzare il bivacco all'alpe Montirolo Superiore in val Fontana. |
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